La notizia

Silvio Berlusconi è in difficoltà, al di là delle fibrillazioni interne al suo schieramento, al di là di quelli che sono i risvolti di questa crisi, subisce un pressing contino su più fronti, fiducioso del fatto che in quale modo, il suo modo di agire, a conti fatti, lo porteranno vittorioso fuori da questa acque tempestose, anche se all’interno del suo schieramento stesso, le tensioni sono tante.

Il punto di vista

Come su una bilancia, Silvio Berlusconi si trova a dover rispondere a una serie di sollecitazioni e richieste che provengono da più parti, e che molte volte mandano messaggi contrastanti, perchè l’Unione Europea manda un messaggio nel quale l’urgenza è tutta concentrata sulle misure da adottare in tempi brevi. Ma nelle misure promesse, c’è una riforma delle pensioni che non piace alla Lega, probabilmente dovuto a una base elettorale che vedrebbe in questa scelta, una sorta di resa della Lega stessa, dall’altra c’è una opposizione rappresentata dal Pd, che vuole a tutti i costi le dimissioni del premier. In questo quadro confuso ed eterogeneo, l’unica cosa che al momento sembra accomunare tutti, è la percezione di una situazione di crisi perdurante, che non dà tregua e richiede scelte severe e dolorose. Nel frattempo sul fronte della Unione Europea, si cerca di lavorare per mettere al sicuro paesi in questo momento più fragili come la Spagna e L’Italia.

Il paese guarda e cerca notizie per orientarsi………………

La notizia

In queste ore tutto il governo è riunito per mettere a punto misure che vadano a sanare le oscillazioni nel mercati, che in questi giorni stanno facendo salire il termometro della crisi e della stabilità economica italiana. I mercati oggi mandavano timi segnali di ripresa, che manifestavano una situazione leggermente meno fuori controllo, tuttavia la tempesta economica e finanziaria non è ancora terminata.

Il punto di vista

Il tempo delle parole, delle polemiche e degli scontri politici inutili e sterili è teminato, lo stesso Berlusconi e lo manifesta il suo volto serio e teso di questi giorni lo avverte, in questo momento non ci sono schieramenti e contrapposizioni politiche che possano essere messe in primo piano, perchè urge intervenire con misure straordinarie che diano fiato alla nostra economia e anche al paese stesso. Dobbiamo necessariamente dare un segnale forte al paese, e anche ai nostri partner europei, un messaggio che dica che siamo pronti ad affrontare anche le situazioni di maggior emergenza, ma nel modo giusto e nella maniera più corretta ed equilibrata.

Ma se il decreto legge, è una misura straordinaria che consente di rendere immediatamente esegutivi provvedimenti ritenuti d’urgenza, la vera sfida passata questa tempesta finanziaria, sarà quella di creare misure strutturali e permanenti che sappiano andare al cuore dei problemi e diano quella risposta che tutti attendiamo.

 

La notizia

Un’altra banca americana porta i libri in tribunale e dichiara fallimento, sintomo di una crisi di tipo finanziario ancora in corso e per nulla risolta, ma sintomo anche di un  paese che paga un prezzo molto alto in termini di economia interna e disoccupazione,  in questo momento l’America è in grande difficoltà e non sembra essere in grado di camminare con le sue gambe, nonostante gli sforzi di Barack Obama.

Il punto di vista

Una crisi finanziara di tale portata, deve far riflettere attentamente su come in questi anni negli Stati Uniti, la finanza allegra e le speculazioni finanziare l’abbiano fatta da padroni, attualmente la crisi che investe gli Stati Uniti, manda i suoi segnali in tutto il mondo, perchè il prezzo da pagare per una economia di tipo globalizzato, è quello che avere contraccolpi inevitabili, in ogni stato del mondo.  Allo stesso modo l’Unione Europea vive in contraccolpi di questa crisi mondiale e non sembra in grado di reagire nella maniera più adeguata e compatta. America, Europa, e Italia al di là delle loro diversità di tipo economico, geografico, sono legati a uno stesso destino, quello di essere in un stato di grande crisi, e di non riuscire a vedere la luce in fondo al tunnel.

Tutti in questo momento ci interroghiamo e attendiamo eventi……………………

La notizia

Sacconi parla di un rischio oggettivo di ritorno al terrorismo, il suo timore è che dalla violenza verbale, si passi alla violenza fisica, questo riferendosi alla fatidica norma sui lincenziamenti, una norma che per sua stessa natura, ha scatenato la reazione unanime di tutto il sindacato italiano, pronto allo sciopero, se venissero lesi dei diritti considerati vitali.

Il punto di vista

Il problema della riforma e del mercato del lavoro italiano, è per sua stessa natura estremamente complesso e non di facile soluzione, è molto difficile stabilire quale sia l’approccio giusto e corretto. Si è spesso parlato di un mercato del lavoro italiano troppo ingessato di regole e misure che lo rendono rigido e poco adatto ai cambiamenti che oggi vengono richiesti. Lo stesso Sacconi in una sua dichiarazione, oggi dice che negli altri paese, il lavoratore è molto meno tutelato rispetto al nostro sistema. Ancora una volta viene dato un punto di vista che ritengo parziale su quello che è l’effettivo problema del mercato del lavoro italiano. Ancora una volta, viene definita una soluzione solo per una parte del problema, può anche darsi che negli altri paesi, il sistema di tutele sia meno adeguato rispetto all’Italia, ma di fatto il problema italiano, sono i tempi di ricollocamento medio di un lavoratore, che risultano molto più lunghi rispetto alla media europea.

Il paese intanto confuso, si interroga………………….

La notizia

L’Unione Europea spinge perchè il mercato del lavoro italiano, venga riformato e ripensato completamente, la parola che più di ogni altra risuona in questi giorni, è flessibilità , il mercato del lavoro italiano è strutturato secondo principi e dettami eccessivamente rigidi, che fanno parte di un’epoca nella quale il potere contrattuale dei sindacati era molto forte, e da quella lotta nacque il famoso articolo 18.

Il punto di vista

L’articolo 18 è stata una battaglia e una conquista fatta in tempi  nei quali,  c’erano poche regole che tutelavano la classe lavoratrice, nel corso del tempo il suo effetto negativo, il rovescio della medaglia di questa grande conquista, è il fatto che un imprenditore, una azienda non sono in condizioni di poter licenziare un dipendente, nel momento in cui si scopre che è improduttivo e non svolge il proprio lavoro nella maniera più adeguata.  Questo è un uso distorto dell’articolo 18, ma dall’altra in un momento di profonda crisi come questo,  parlare di flessibilità, parlare di una norma che consenta alle aziende in caso di crisi, di poter procedere a licenziamenti giustificati, vuol necessariamente dire aprire un fronte nuovo e diverso. Il problema vero non è rendere più flessibile il mercato del lavoro italiano, il problema vero è capire come questo strumento di flessibilità definiamolo tale, viene poi utilizzato. Per usare gli strumenti occorre avere un grande senso di responsabilità sociale, la domanda è se la classe imprenditrice, è pronta ad usare uno strumento del genere in maniera responsabile.

Il paese intanto tace, come avvolto in una nebbia, smarrito…………………….

La notizia

Il comune più colpito in assoluto dalle inondazioni e il maltempo che in questi giorni ha flagellato la Liguria, grida il giorno dop0 la sua rabbia, e lo fa contestando i sindaci e il ministro Matteoli, recatisi sul luogo del disastro. Stanziare dei fondi per la situazione che si è creata, è certamente importante, ma questo non placa la rabbia di chi in questa tragedia, ha perso tutto.

Il punto di vista

La rabbia è il sentimento che alberga nei cuori di chi, dopo lo scoraggiamento avvenuto di fronte alla distruzione, si interroga sul perchè e sul come è possibile, razionalmente di fronte a fiumi che escono e con tale violenza invadono le strade, una riflessione va fatta, e questa riflessione investe quelle azioni preventive, di contenimento della tragedia non sono state fatte. Forse non ci sono colpe oggettive, forse un evento del genere non si poteva prevedere, o forse i cittadini di Aulla in Liguria hanno ragione, forse la leggerezza c’è stata.

Magari in maniera leggera, si è sottovalutata la particolare conformazione del territorio ligure, senza tenere conto del fatto che una quantità d’acqua del genere, poteva creare problemi oggettivi molto grandi. Ma i cittadini di Aulla in questo momento hanno una grande rabbia nel loro animo, una rabbia in parte giustificata, e necessitano di una speranza per il futuro.

Il paese guarda, si interroga e cerca una speranza……………….

La notizia

Dissesto idrogeogico, una parola che definisce una situazione allarmante, parla di un territorio nel quale frane, allagamenti, alluvioni, la fanno da padrone in tutti i sensi, un territorio quello italiano molto particolare, nel quale nel corso degli anni ha provocato disastri di vario genere, probabilmente anche a fronte di mancati interventi, a fronte di un mancato piano di interventi.

Il punto di vista

Quello che dicevamo ieri, occorre prendere consapevolezza di quello che è il nostro territorio, pianificando in maniera attenta quelle che sono le edificazioni di edifici abitati sul territorio, occorre prendere consapevolezza del fatto che gli eventi accaduti in Liguria, sono sempre il frutto di una serie di fattori tra di loro collegati, da una parte abbiamo sicuramente gli eventi climatici che hanno mutato il corso di alcuni accadimenti, dall’altra abbiamo la mano dell’uomo che sicuramente ha edificato, costruito strade e popolato, senza tenere conto di quello che è il territorio italiano, di quella che è la sua conformazione, di quella che è la sua struttura.

La Liguria ci insegna solamente il senso di una abitabilità del territorio completamente nuova e rivista, in funzione della conformazione geografica del territorio medesimo, e meno in funzione di quella che è l’esigenza di abitabilità del territorio, è l’uomo che deve ripensare il modo di abitare, non può essere il territorio ad adeguarsi alla sua esigenze.

La notizia

La Liguria è stata travolta da un fiume di fango, questo fiume si è portato dietro di sè vite umane, speranze e solide certezze di persone che magari con tanti sacrifici, avevano costruito una casa per viverci, simbolo di una Italia legata e questo valore. Non c’è persona in Italia che non consideri una cosa come un valore unico e importante, una cosa per la quale vale la pena investire soldi ed energie.

Il punto di vista

Il territorio sarà il nuovo dogma con il quale l’uomo di domani dovrà fare i conti, fare sicuramente uno stadio del territorio dove si va a costruire potrebbe essere una delle strade praticabili, per uno sviluppo della presenza dell’uomo in questo territorio più discreta e meno invadente. Chiamo il tenere conto del territorio un dogma, perchè il clima che ha cambiato il suo modo di esprimersi, ha a sua volta fatto emergere un territorio nel quale la mano dell’uomo ha edificato in maniera leggera, senza tenere conto della conformazione stessa della Liguria. Si tratta di un tipo di politica che in futuro non potremo più permetterci, perchè se è vero che l’uomo ha la straordinaria capacità di adeguarsi ai cambiamenti anche più drastici, dall’altra deve avere la straordinaria intelligenza di cambiare il modo di abitare il territorio nel quale vive. Il clima non aspetta e noi non abbiamo più tempo.

Dopo il pianto per la tragedia, deve venire la consapevolezza…………

 

La notizia

La Bce non nutre la fiducia sperata nella tenuta dei conti economici dell’Italia, lo dimostra il fatto che i richiami a provvedere a in tempi brevi alla sistemazioni dei conti italiani, arriva molto spesso, ora ci chiede di mettere mano a una riforma seria delle sistema pensionistico italiano, additato come uno dei tanti problemi del nostro paese.

Il punto di vista

La riforma chiesta della Bce, provoca fibrillazioni all’interno della maggioranza,  questo perchè la riforma pensionistica richiesta, penalizzerebbe a livello di elettorato, gli attuali schieramenti che fanno parte della maggioranza di governo, e quindi da una parte abbiamo l’Europa che chiede all’Italia riforme in tempi brevi, dall’altra, abbiamo una classe politica che ha all’interno della sua coalizione, tensioni dovute a visioni divergenti su come effettivamente di deve operare. Il problema vero italiano è posto su due fronti, da una parte abbiamo la situazione interna, una economia in difficoltà in termini di mercato interno, stretta dalle difficoltà delle imprese, un problema di occupazione e di debito pubblico, dall’altra la Bce chiede ogni minuto all’Italia un rigore finanziario che difficilmente si può conciliare con una previsione di spesa che rilanci la nostra economia. Queste difficoltà si ripercuoterebbero su ogni governo, il problema non è far cadere Silvio Berlusconi, il problema è trovare soluzioni condivise alla attuale crisi.

Il paese intanto rimane a guardare……………………………

La notizia

Silvio Berlusconi parla e manda un messaggio in parte giusto nel quale senza fare riferimenti specifici, parla di una Unione Europea nella quale nessuno può ergersi a Commissario e dare delle valutazioni sull’operato italiano. Sicuramente lo possiamo definire come uno scatto d’orgoglio e anche come una constatazione del fatto che in questo momento, sono molti gli stati dell’Unione Europea ad essere in difficoltà.

Il punto di vista

In Italia la situazione la conosciamo, la situazione economica chiede riforme urgenti che sono non più rimandabili, ma dall’altra i partiti politici, sono preoccupati di una possibile erosione al loro consenso elettorale. Purtroppo proprio questo è il punto nodale, per chi sceglierà di far quelle riforme serie e necessarie al bene di tutti, non solo vedrà eroso il consenso elettorale, ma probabilmente rischierà di non essere più rieletto. Il problema italiano è quello di dover prendere consapevolezza di una situazione che non può più essere affrontata con la logia delle manovre economiche contenitive, bisogna andare al cuore dei problemi, e andare al cuore dei problemi, vuol necessariamente dire, fare scelte molto impopolari, talmente impopolari da rischiare di inimicarsi molte forze del paese, questo perchè il bene comune nella attuale situazione italiana, è identificabile con uno sforzo che guardi al di là di ogni interesse particolare, in funzione di un bene che guardi al paese.

Nessuno in questo caso, sarebbe esente da sacrifici pesanti………………………